Academy - Bianzino Consulente Finanziario a Vicenza

Bianzino
Consulente Finanziario
Alessio Maria
Corso Palladio 147, Vicenza
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Patrimoniale FaQ 1-3

Bianzino Consulente Finanziario a Vicenza
Pubblicato da Alessio in Patrimoniale · 7 Maggio 2020
Tags: patrimonialecontial'esteroivaferw
Cominciamo a rispondere alle prime 3 domande che generano moltissime fake news.

1°) E’ vero che sui soldi all’estero non si paga la patrimoniale?
 
Questa è una vera “fake news” fatta circolare ad arte in alcuni siti o da intermediari che cercano di convincere così chi è interessato a trasferire capitali in altri Paesi. Se il possesso di capitali oltre confine è dichiarato (nel caso non lo fosse si rischia di incorrere in più infrazioni penalmente rilevanti, con pesanti conseguenze dal punto di vista economico e personale), attraverso il quadro RW del modello dei redditi o mediante l’ausilio di una fiduciaria nazionale, è evidente che l’obbligo di versare una tassa extra spetterebbe al detentore italiano con modi e tempi stabiliti dal legislatore. Ve l’immaginate cosa succederebbe se un Governo approvasse una patrimoniale riservata solo a capitali posseduti nel nostro Paese? L’ipotesi è semplicemente assurda ma viene cavalcata da chi afferma che quanto trasferito per esempio in Svizzera o in Gran Bretagna sarebbe esente da imposte straordinarie decretate in Italia. Quello specifico capitale sì ma il relativo titolare, sia attivo in proprio sia attraverso un intermediario, ne dovrebbe comunque rispondere con quanto detenuto di qua dalle Alpi. Lo conferma d’altra parte l’Ivafe, riferita ad attività finanziarie estere di un cittadino italiano e dovuta come equivalente dell’imposta di bollo applicata per i depositi posseduti nelle banche della penisola. Tale precedente esclude qualsiasi altra congettura.
 
 
2°) Se si portano fisicamente i soldi all’estero si può trovare la soluzione che eviti una patrimoniale?
 
Nel caso la movimentazione si riferisca a importi oltre 9.999 euro si è obbligati a fare denuncia dell’operazione all’Agenzia delle Entrate e alla Guardia di Finanza specificando generalità del contribuente, origine degli importi e scopi dell’operazione. Consigliabile assolutamente farlo prima o al momento del passaggio da una qualsiasi dogana per non incorrere – in caso di controlli – a contestazioni, con sanzioni pecuniarie molto pesanti. Inoltre occorre poi trovare una banca estera che accetti denaro liquido. Le resistenze a farlo potrebbero essere non poche, poiché ormai quasi tutte privilegiano i bonifici tracciabili. Stesso discorso per chi ingenuamente pensasse di effettuare trasferimenti a piccole rate, come avveniva negli anni ’70 e ’80. Anche sotto i 9.999 euro è consigliabile infatti denunciarsi al momento del passaggio all’estero, salvo per importi marginali destinati a spese di viaggio o di mantenimento.
 
 
3°) In alcune città sono tornati di moda gli spalloni, questa volta telematici, che trasferiscono denaro in cambio di lauti compensi. Si possono utilizzare?
 
Vi fidereste del finto postino che bussasse alla porta di casa proponendo di pagare multe o altro dietro affidamento di denaro? L’ipotesi dei trasferimenti per via telematica extra canali bancari è semplicemente irragionevole perché riferita soprattutto ad attività finanziarie di clan criminali. E’ vero che ci sono società fittizie, agenzie e intermediari specializzati in questo tipo di business. Il quale implica: 1°) una rimunerazione elevatissima per il servizio; 2°) un trasferimento in paradisi fiscali attraverso società compiacenti in cui il titolare primo dei capitali scompare; 3°) una detenzione poi presso banche consenzienti sulla cui solidità non c’è nessuna garanzia. Tutto questo per non pagare una patrimoniale dal valore ipotetico di alcuni punti in percentuale? Passiamo oltre, poiché l’ipotesi va lasciata solo a chi vive di attività illegali. Attenzione comunque all'affidabilità di canali formalmente puliti ma che tutt’altro sono. Si nascondono dietro colletti bianchi apparentemente affidabili.



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